Dell'importanza della difesa

Pensieri, concetti ed esempi pratici sulla fase difensiva.
Dell'importanza della difesa

Spesso, nelle palestre, riecheggiano frasi che rimandano all’universo tecnico dell’attacco: “Spingi forte il pallone”, “alza la testa”, “smarcati”, “taglia”, “ritmo” e così via.

Assai raramente questo discorso sembra valido per quanto riguarda la tecnica difensiva. In questa fase di gioco, tristemente anche in età giovanile, le uniche frasi urlate dagli allenatori sono: “dai”, “forza”, “area” e il temibile “aiuta”.

L’intento di tale breve riflessione è quello di porre al centro dell’attenzione alcuni termini fondamentali, legati all’aspetto difensivo del gioco, per il completo sviluppo dei nostri giocatori: lo scivolamento, il tracciare la palla, lo stressare la palla, la chiusura delle linee di passaggio, il concetto di uomo e palla, il bodycheck e tanto altro che troppo spesso sembra ignorato.

Il rischio innescato da queste mancanze è quello di far sottovalutare ai nostri giocatori un aspetto fondamentale del gioco. Una fase, quella difensiva, tramite cui i ragazzi apprendono qualcosa di importantissimo sotto il profilo del gioco di squadra, dell’attitudine, dello sforzo e della fatica. Ciò che si rischia di non produrre, per il gioco stesso, è il ritmo o il flusso, su cui la pallacanestro è costruita.

Dal punto di vista del bagaglio tecnico che costruiamo assieme ai nostri ragazzi, se non poniamo attenzione a questi aspetti, dobbiamo essere consapevoli di star formando dei giocatori con delle lacune difficilmente colmabili alla fine del settore giovanile. Inoltre, non è da sottovalutare l’importanza della comprensione difensiva dal punto di vista di spazi e tempi, per una migliore conoscenza e un miglior utilizzo dei fondamentali offensivi. Sapere cosa potrebbe fare il difensore, perché si è anche difensori, permetterebbe di attaccare e scegliere meglio nel momento più adatto.

La bellezza di un bodycheck, l’energia trasmessa alla squadra da una palla recuperata, il messaggio che si manda agli avversari tagliando fuori in modo deciso, questi e tanti altri, sono dettagli che completano il tipo di pallacanestro che vogliamo insegnare, qualunque esso sia. Il silenzio in cui sono avvolti i nostri giocatori durante i possessi difensivi, oltre che favorire l’attacco avversario, rischia di annullare gli effetti positivi di un nostro attacco giocato bene e magari concretizzato.

Ricordiamoci che questo è un gioco di errori e che, laddove questi giungano al termine di un possesso gestito nella maniera migliore, non devono eliminare tutto il buon lavoro fatto. Anzi, è proprio in queste situazioni che si manifesta l’importanza del parlare e urlare in difesa. La comunicazione decisa durante i possessi difensivi accresce la convinzione del gruppo di essere presente e attivo in campo, generando un’energia collettiva da sfruttare per impedire che gli effetti di quell’errore in attacco siano dei punti subiti e per restare nel flusso che permetterà di riattaccare, sperando che il gioco delle percentuali non ci beffi.

Non dobbiamo avere paura di dedicare del tempo alla costruzione della tecnica e del linguaggio difensivo. Sfruttiamo il tempo a disposizione anche per insegnare questi aspetti, non sottovalutiamoli. Non è detto che da una buona difesa derivi un buon attacco, ma sicuramente dei giocatori migliori.

Un'idea di progressione

Qui di seguito, un esempio di progressione didattica dedicata alla difesa. Si tratta di un piano di lavoro utilizzato con una squadra Under 18 Gold vincitrice del titolo lo scorso anno e con giocatori aggregati alla prima squadra di Serie C Gold.

Aspetti che vanno sottolineati poiché si tratta di una progressione in cui, oltre l’aspetto dell’aggressività difensiva, i ragazzi dovranno seguire anche delle linee guida tattiche sui cui è costruito l’intero sistema difensivo.

Attivazione

  • 6c6 tutto campo.
  • Durata 6'.
  • No palleggio.
  • Se il difensore tocca la palla è palla recuperata.

Questa attivazione, oltre che all'aspetto muscolare, è volta ad attivare fin da subito l'aggressività difensiva dei ragazzi.

1c1 con palla didattico

  • Coppie sparse per il campo.
  • Palla ferma.
  • Lavoro su posizione difensiva: palla tenuta alta = difensore si avvicina - palla tenuta bassa= difensore fa un piccolo balzo indietro. Mantenere sempre le gambe piegate.
  • Al fischio dell'allenatore l'attaccante inizia a palleggiare e il difensore ha come obbiettivo, e come riferimento per una corretta posizione difensiva, quello di contenere sempre la palla con le gambe (questo perché ai nostri attaccanti insegneremo ad andare oltre la spalla del difensore e generalmente la larghezza delle gambe contiene quella delle spalle).
  • Al secondo fischio dell'allenatore l'attaccante si arresta e si continua a fare il lavoro iniziale di palla alta/palla bassa.

1c1 con palla agonistico

Dopo questa prima parte, fondamentalmente di attivazione, possiamo inserire una fase agonistica in un sistema a stazioni.

Qui si delineano le linee guida di cui parlavamo precedentemente. Il nostro obiettivo, come difesa, è di non far entrare l’attacco dentro l’arco dei tre punti. Vogliamo costruire un muro che nasconda il pitturato all’attacco.

Per costruire questa curva abbiamo bisogno di linee rette guida.

Utilizzeremo e faremo urlare ai nostri giocatori queste parole:

  • "MURO!" laddove l'attaccante si trovi nella parte centrale del campo.
  • "FONDO!" laddove l'attaccante si trovi nella posizione di ala.

Qui di seguito le stazioni costruite per questo obbiettivo:

  • Il difensore passa la palla all'attaccante.
  • Closeout.
  • L'attaccante può partire solo quando il difensore tocca la palla.
  • L'attaccante ha 4'' per riuscire ad entrare nelle porte fatte come i coni.
  • Nelle stazioni posizionate vicino all'area si tratta di un 1c1 completo con possibilità di canestro e si continua a difendere se l'attaccante riesce a entrare nelle porte.

2c2 agonistico con appoggio

In questo esercizio emergeranno altri accorgimenti necessari come l'adeguamento difensivo in base alla posizione della palla.

Dopo aver giocato il 2c2 con appoggio su metà campo concludiamo con un 2c2 a tutto campo.

Chiederemo alla difesa di STRESSARE la palla per rallentare l'attacco e di continuare ad applicare ciò che abbiamo chiesto in precedenza (FONDO! MURO!).

3c3 didattico + agonistico

Gli attaccanti si passano la palla lungo il perimetro e la difesa si adegua continuamente urlando ciò che fa a seconda della posizione che va a occupare (FONDO! MURO!).

Al comando dell'allenatore il 3c3 diventa agonistico.

Il 3c3 si sviluppa poi a tutto campo per tentare un contropiede sia da palla recuperata chee da canestro subito. Dopo di che se c'è canestro in contropiede l'attacco viene premiato con un ulteriore possesso e la difesa viene penalizzata con un ulteriore azione difensiva.

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Postato da Tommaso Lucivero

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Nato a Roma e trasferitomi a Torino per studiare.
Sociologo e allenatore di pallacanestro, inizio quest'avventura alla PMS BASKETBALL per poi trasferirmi al COLLEGNO BASKET. 
Le mie caratteristiche da giocatore erano di un volenteroso e buon difensore e un attaccante altruista, ma con scarsi risultati.
Da allenatore invece, ho avuto la fortuna di allenare una Under 13 elite (PMS BASKETBALL), due under 18 Gold (COLLEGNO BASKET) e di fare anche un esperienza da assistente allenatore a una prima squadra in serie C Gold (COLLEGNO BASKET). 
Dettagli del gioco preferiti: passaggio e rumore della mano sulla palla in un rimbalzo catturato.

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