L'XsOs della sfida tra Purdue e Nebraska

Come giocano le squadre di Matte Painter e Fred Hoiberg.
L'XsOs della sfida tra Purdue e Nebraska

Il 10 febbraio scorso si è giocata Nebraska vs Purdue, una delle sfide di cartello della Big Ten Conference, vinta dai Purdue Boilermakers all’overtime dopo aver dilapidato anche 20 punti di vantaggio e aver subito la clamorosa rimonta dei Nebraska Cornhuskers nei regolamentari. Era il primo incrocio stagionale tra due squadre stabilmente nella parte alta del ranking nazionale, guidate da due autentici santoni collegiali: Matt Painter e Fred Hoiberg.

Purdue Boilermakers

Painter guida Purdue da 21 anni e solo in cinque occasioni non ha portato la squadra al Torneo NCAA, con una apparizione alle Final Four conclusa con la sconfitta in finale contro i UConn Huskies nel 2023.

Purdue è strutturata attorno ai quattro senior del quintetto, all’ultimo giro di valzer della loro carriera universitaria, tre dei quali già presenti nella squadra costruita qualche anno fa attorno ai 220 cm di Zach Edey. È un gruppo affiatato, che gioca insieme da anni e che ha sviluppato una connessione tecnica rara a livello collegiale.

Emergono la creazione dal palleggio di Braden Smith, la pulizia tecnica e la sapienza cestistica di Fletcher Loyer — sempre nel posto giusto al momento giusto su uno scarico — e la fisicità in front-line di Oscar Cluff e Trey Kaufman-Renn.

Il gioco di Purdue prevede tanta Motion Offense ed un’esecuzione maniacale, con reminiscenze nemmeno troppo velate di Triple Post Offense.


Swing Triple Post Offense

Il primo set analizzato è la loro Motion Offense.

Partenza 5-out con una finta Delay Action (palla in punta e flare di 2 per 1) per entrare in un pick & roll laterale tra 1 e 4 più funzionale allo spostamento della difesa che al creare vantaggio. Contemporaneamente 5 blocca per 3 che riceve in punta e ribalta per 2.

3 quindi scende in angolo, mentre 4 occupa il post basso: è a tutti gli effetti un ingresso chiave dell’attacco triangolo, con la formazione di due triangoli sul lato forte e uno sul lato debole.

Se la palla non arriva in post basso — anche in lob, data l’assenza di aiuti dal lato debole — l’azione prosegue con 5 che blocca per l’uscita in punta di 1.


Triple Post Offense (Ingresso diretto)

Purdue può arrivare alla triangolazione anche senza ribaltamento.

3 si smarca in ala e riceve con l’allineamento corretto per servire 4 in post basso. Contemporaneamente 1 taglia in angolo e 5 blocca per l’uscita in punta di 2. Esecuzione pulita, letture semplici, spaziature chirurgiche.


Swing Side PNR

Il secondo set inizia con palla a Smith e due post alti. Dopo una circolazione perimetrale finalizzata a spostare la difesa, l’obiettivo è rimettere la palla nelle mani del playmaker per isolarlo su un quarto di campo in un pick & roll laterale sotto il prolungamento del tiro libero.

Un’azione che nell’attacco di Jay Wright ai Villanova Wildcats prendeva il nome di Ace Pick & Roll.


Nebraska

Il percorso di Hoiberg è diverso. Ex specialista del tiro da giocatore in NBA, dopo gli inizi ai Iowa State Cyclones è stato chiamato ad allenare i Chicago Bulls prima di tornare al college a Nebraska sette anni fa.

La sua pallacanestro è cerebrale, ideale per un programma che non ha mai attratto i talenti più scintillanti ma ha costruito la propria identità su reclutamento mirato e intelligenza cestistica sopra la media.

Hoiberg è un mago degli XsOs, con un continuo sviluppo di attacchi 5-out multi-opzione che rappresentano il suo marchio di fabbrica. Il punto di forza dell’attacco di Nebraska è la condivisione delle responsabilità, l’alto volume di tiri da tre punti e l’utilizzo di concept moderni — tagli su penetrazione, letture evolute sui blocchi — per creare vantaggi laddove l’atletismo puro non sarebbe sufficiente.


Stagger Flare 5

Il playbook di Nebraska è vastissimo e da una singola partenza può diramarsi in numerose varianti.

Più che un gioco, quello analizzato è un concept ricorrente in ogni situazione di stagger che coinvolga Rienk Mast, centro tiratore olandese che prende quasi metà delle sue conclusioni dall’arco.

Dopo aver bloccato come secondo bloccante nello stagger, invece di rollare o ribloccare, Mast sfrutta il flare in direzione opposta del primo bloccante per aprirsi dietro la linea dei tre punti e tirare con spazio.


False Motion Stagger

Altro esempio della complessità del playbook è una False Motion che dopo aver ribaltato il lato due volte porta rapidamente a uno stagger orizzontale giocato in velocità, impedendo alla difesa di organizzare adeguate contromisure.

È la dimostrazione di come Nebraska non viva di singole chiamate, ma di concetti interconnessi.

Da 5 fuori, 5 blocca per 3 che diventerà colui che sfrutta lo stagger finale. 1 passa a 3 e taglia backdoor mentre 3 palleggia per un consegnato con 2. Neanche il tempo di mettere palla a terra che la palla viene passata a 5 che ribalta in palleggio per consegnare a 1 che nel frattempo ha preso un blocco di 4. 4 e 5 diventano quindi i bloccanti dello stagger orizzontale sfruttato da 3.

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Postato da David Breschi

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Graphic & WebDesigner.
Allenatore di base.
Scrive di NBA per @lUltimoUomo.
Will Ferrell & John Belushi lover.